Goletta Verde 2018 presenta i risultati del monitoraggio in Puglia, entro i limiti di legge la qualità delle acque di balneazione a Campomarino di Maruggio (Ta)

Pubblicato il 25 luglio 2018 ore 14:45 da Gianfranco Cipriani

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Per la terza volta in assoluto – dopo il primo monitoraggio svolto nel mese di luglio 2016 – i tecnici e biologi di Goletta Verde, hanno esaminato le acque di balneazione di Campomarino di Maruggio (Ta).
Campionamento fortemente voluto dal locale circolo della Legambiente di Maruggio che, intende dare corso ad accurati monitoraggi e verifiche delle condizioni del sottosuolo in particolare a causa dei tanti scarichi privati che, lungo la nostra costa, non sono serviti da adeguati impianti fognari e di conseguenza possono precludere – anche – la qualità delle acque di balneazione nostrane.
Nei giorni scorsi è stato effettuato un campionamento da parte dei tecnici di Goletta Verde in località “Spiaggia della Commenda“, ed il giudizio finale è stato “entro i limiti“.

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Di seguito il comunicato ufficiale: 

Cariche batteriche elevate per 7 campionamenti su 29:
foci di fiumi e canali malati cronici Focus regionale sulla depurazione:

Scendono a 3 gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo. Il 17% dei depuratori presenta criticità mentre il 16% è soggetto a scarichi anomali. Diminuiscono i comuni sottoposti a procedura d’infrazione.
Procedono gli interventi per migliorare il comparto depurativo e sono numerose le iniziative messe in campo dalla Regione per incentivare il riuso delle acque reflue in agricoltura

Legambiente: “Soddisfacenti i monitoraggi di Goletta Verde, ma rimangono le solite criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali. In continuo miglioramento la depurazione in Puglia”

Sette campionamenti su ventinove eseguiti lungo le coste pugliesi risultano fuori dai limiti di legge e, di questi, cinque sono “fortemente inquinati”. Nel mirino ci sono sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come nel caso della foce del torrente Candelaro a Manfredonia, foce Canale Reale a Carovigno, foce canale contrada Posticeddu, sul litorale Apani, a Brindisi, presso il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo, e a Marina di Lizzano, alla foce del fiume Ostone, punti risultati fortemente inquinati.

È questo in sintesi l’esito del monitoraggio svolto lungo le coste pugliesi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea (Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio), presentata questa mattina in conferenza stampa a Bari daFrancesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, Katiuscia Eroe, Portavoce Goletta Verde, alla presenza di Giovanni Giannini, Assessore Infrastrutture e Mobilità Regione Puglia, Vito Colucci, Direttore Generale Autorità Idrica Pugliese, Vito Bruno, Direttore Generale Arpa Puglia, e Contrammiraglio Giuseppe Meli, Direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica.

“Il risultato del monitoraggio di Goletta Verde è positivo nel suo complesso – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – anche se permangono criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali, che ormai risultano malati cronici. Continua a migliorare la situazione sul fronte della depurazione: diminuiscono sia gli impianti che scaricano nel sottosuolo che quelli soggetti a scarichi anomali ma anche il numero dei Comuni pugliesi sottoposti a procedura d’infrazione. Tuttavia ancora il 17% dei depuratori pugliesi continua a non essere conforme alla direttiva europea sulla depurazione mentre procedono gli interventi di potenziamento/adeguamento, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene. Viste, inoltre, le numerose iniziative finalizzate ad affinare le acque reflue depurate, chiediamo alla Regione Puglia di puntare al massimo riutilizzo in agricoltura”.

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