Rossella Muroni si dimette da presidente di Legambiente e entra in Liberi e Uguali. La rappresentanza legale del Cigno Verde passerà a Stefano Ciafani

Pubblicato il 19 dicembre 2017 ore 22:31 da Gianfranco Cipriani

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Con una lettera inviata ai regionali, ai Circoli e all’Assemblea dei delegati di Legambiente, Rossella Muroni, eletta nel 2015 alla testa del Cigno verde, dopo che dal 2007 ne era stata Direttrice generale, ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza della più diffusa associazione ambientalista italiana. La lettera è significativamente preceduta  da un brano della poesia Le Onde di Boris Pasternak: “Imparentati a tutto ciò che esiste, convincendosi e frequentando il futuro nella vita di ogni giorno, non si può non incorrere alla fine, come in un’eresia,in un’incredibile semplicità”.

Ecco cosa scrive Rossella Muroni alla sua Associazione: 

Buon vento Legambiente

Cara Legambiente,

Sono entrata nella nostra associazione nel 1996, da volontaria, presso l’ufficio stampa. Oggi mi dimetto dalla carica di Presidente nazionale.

Per quasi dieci anni ho avuto la fortuna di essere formata direttamente dai circoli di Legambiente che mi accoglievano sul territorio organizzando le tappe del Treno Verde, di Goletta Verde, di Operazione Fiumi. Nel 2005 la nascita del mio primo figlio mi ha fatto tornare “stanziale” e da lì dal 2007 sono stata prima direttrice generale e da due anni presidente di questa straordinaria esperienza umana che chiamiamo Legambiente. Non ho mai smesso di viaggiare e di attraversare i territori, magari con al seguito i miei bambini, sempre sicura di essere accolta, di imparare comunque qualcosa, di essere utile. Ho in mente tutti i vostri volti, le vostre storie, le vertenze e le iniziative in cui mi avete coinvolto in questi 22 anni. Un bagaglio culturale, umano, emotivo, politico unico e prezioso che continuerà ad accompagnarmi anche in futuro.

Non ho mai avuto un’impostazione tecnico scientifica e per me – sociologa di formazione – il dato ambientale ha sempre avuto in sé un valore sociale, come fosse un testimone numerico delle diseguaglianze che attraversano i nostri territori.  In questi ultimi anni mi è sempre più chiaro come il tema della riconversione ecologica della società abbia in sé una portata epocale. Si tratta di una visione integrale, come l’ha definita Papa Francesco, e fortemente radicale come assai più umilmente dico io. Siamo in un momento cruciale in cui i nostri temi sono oggettivamente al centro della Storia. Una visione integrale e radicale che continua a sfuggire alla politica ed io negli ultimi tempi sempre più spesso ho rischiato di scivolare, mio malgrado, nell’antipolitica lamentando il ritardo culturale delle nostre classi dirigenti.

Io, da sempre innamorata della pratica politica, non voglio rassegnarmi al fatto che proprio la politica non dia rappresentanza per esempio a quel pezzo d’Italia sconosciuta ai più ma già ben radicata, che crede fortemente e opera nell’interesse generale.
Un Paese fatto da migliaia di persone che immaginano e realizzano, dal basso, nuovi modelli di welfare, di cura del territorio, di produzione di beni e servizi, di utilizzo dei beni comuni. Quella che Legambiente chiama la green society e che si salda alle aziende e alle imprese che in campo agricolo, energetico, dei rifiuti, della nuova mobilità, del turismo sostenibile realizzano l’economia circolare e verde.

In queste settimane, come potrete immaginare, in diversi mi hanno offerto una prospettiva da parlamentare ma a tutti ho risposto che facevo già politica guidando la mia associazione. Sono andata in tutte le assemblee politiche in cui mi hanno invitato: dalla conferenza programmatica del PD, alla convention di Campo progressista fino all’assemblea di fondazione di Liberi e Uguali. A tutti ho detto che la sinistra doveva diventare moderna e mettere al centro la questione ambientale non come tema separato, da manuale Cencelli, ma come elemento centrale di una nuova visione di Paese.

Di fronte a questo mio pensiero Pietro Grasso mi ha fatto una proposta diversa: la partecipazione diretta e in prima persona nella costruzione del nuovo movimento Liberi e Uguali, al di là della prossima scadenza elettorale. La possibilità di saldare la cultura ecologista con i valori della sinistra rappresenta per me una sfida irresistibile. Si tratta per me anche di un percorso interiore che mette insieme la mia cultura politica con i miei 22 anni da ecologista in prima linea. Un percorso che durerà anni certo, ma che potrebbe colmare quel vuoto e quel ritardo che ci separa dagli altri paesi europei, in cui già esistono esperienze ecologiste e di sinistra con un ruolo di governo e una visione di cambiamento.

Oggi ho presentato le mie dimissioni da presidente nazionale di Legambiente alla segreteria nazionale di Legambiente.
Spero che la mia associazione capisca e riesca ad essere orgogliosa della mia scelta di impegno diretto perché io rimarrò per sempre legambientina, consapevole che non è necessario ricoprire cariche statutarie per esserlo. Si tratta di una scelta personale ed autonoma, nella consapevolezza che in Legambiente e nel suo stesso gruppo dirigente convivono opinioni e sensibilità politiche plurali e che questa pluralità è una delle ricchezze dell’associazione da preservare gelosamente.
Nelle prossime settimane inizierà un processo di ricambio e la costruzione del nuovo assetto del gruppo dirigente.

Le dimissioni saranno formalmente ratificate dall’assemblea nazionale dei delegati di gennaio e la rappresentanza legale passerà – come da statuto – al direttore generale Stefano Ciafani, in attesa che il percorso di consultazione e confronto interno abbia modo di svolgersi in maniera la più collegiale e approfondita possibile. Buon vento Legambiente, buona fortuna a tutti noi, grazie di cuore per tutto quello che mi hai dato in questi anni.

di Rossella Muroni

“Non mollate la vita che avete scelto soltanto perché la giudica chi sta subendo la sua senza esporsi mai. Non abbandonate le vostre scelte per la meschinità di chi siede lontano dal mare e ride del vostro coraggio di nuotare, di cercare una terra serena  in mezzo a rifiuti e sacchi di plastica.

Buttatevi a capofitto  nei vostri progetti, senza perderli mai di vista. Lasciate che siano sempre spinti dal vento leggero dell’ammirazione, mai dalle tempeste distruttive dell’invidia. 

Ci sono persone che vi criticheranno senza sosta semplicemente perché non avranno avuto il vostro coraggio. Non screditate i successi degli altri, concentratevi sui vostri. L’emblema di un fallimento  personale è questo: preoccuparsi di demolire gli altri piuttosto che di costruire se stessi. Cercate di trovare il vostro posto: il posto dove essere felici è strettamente personale e non cedibile. Chi non trova il suo posto non sta bene da nessuna parte.

Lasciatevi torturare dalle emozioni, lasciate pure che nascano parole o dipinti dalle vostre cicatrici, ma sperate che non vi abbandonino mai.

Lasciatevi sedurre, sbranare,  divorare. Meglio un animale affamato nel cuore che un immenso vuoto di neve sciolta”.

Fonte: www.greenreport.it

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