VIDEO | Nate in totale 38 tartarughe marine della specie “Caretta caretta” presso il nido di Campomarino di Maruggio (Ta), grazie all’impegno dei biologi e volontari del WWF Policoro e Taranto, e dell’Ass. Greenrope

Pubblicato il 17 ottobre 2017 ore 21:11 da Gianfranco Cipriani

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L’inedito video della nascita della settima tartarughina, lunedì 9 ottobre 2017 alle ore 9.15

Comunicato diffuso sulla pagina Facebook del Centro Recupero Tartarughe Marine dell’Oasi WWF di Policoro (Mt)

“Dopo oltre due mesi di monitoraggio del sito di nidificazione di Caretta caretta ritrovato in località Campomarino di Maruggio si può affermare certamente positiva la conclusione di tale esperienza.
Il 52% di schiusa in un nido soggetto a mareggiata e traslocato in sito ben due volte è certamente un risultato ottimo e incoraggiante per la conservazione di una specie vulnerabile come Caretta.
Delle 99 uova originariamente rinvenute il 13 agosto al Lido “Paradise Beach” a seguito della mareggiata che ne aveva evidenziato la presenza, solo 86 vennero ricollocate nella spiaggia antistante il Lido dei cavalieri di Malta.
Successivamente, a seguito di una nuova mareggiata di fine stagione, le uova vennero riposizionate nel tratto di spiaggia protetta dalla struttura portuale di Campomarino.
Il supporto dell’amministrazione comunale e dei volontari di Green Rope e WWF ha reso il lavoro di protezione meno faticoso considerate le temperature non più favorevoli al bivacco e al controllo del sito H24.
Nonostante le poche aspettative legate alla stagione non più ottimale e alle peripezie delle due traslocazioni, il miracolo della natura non si è fatto attendere: il 9 ottobre alle 5.30 le prime piccole tartarughine si sono presentate al mondo e pronte alla conquista del mare.
Le stesse temperature ormai non più estive, non hanno favorito l’emersione delle piccole, pertanto i ricercatori del Centro WWF di Policoro responsabili del progetto Golfo di Taranto, si sono adoperati affinché il percorso fosse meno arduo; e con il prezioso aiuto della Lega Navale di Maruggio e del suo presidente, le piccole tartarughe marine, percorso il corridoio approntato per facilitarne il possibile imprinting con il luogo di schiusa, con tutte le cautele del caso, venivano immediatamente liberate in mare aperto e in acque temperate, al sicuro da reti da posta e predatori come i pesci Serra.
Dopo 6 giorni di schiusa e successiva pausa di non emersione, finalmente si può fare un bilancio:
44 uova schiuse con 38 piccoli emersi dalla sabbia e 6 ritrovati purtroppo morti all’interno della Camera. Le altre uova, al “digging” (operazione di apertura e verifica della camera di deposizione) hanno confermato la presenza di muffe e la conseguente non ovulazione, compromettendo la naturale crescita delle uova e morte degli embrioni.
Nonostante le diverse peripezie, al contrario dell’ultima deposizione lungo le spiagge di Maruggio, la deposizione 2017 segna senza dubbio un risultato positivo, confermando ulteriormente il litorale di Campomarino di Maruggio, importante luogo di deposizione in area salentina.
Questo ennesimo risultato, conferma la necessità e l’urgenza della corretta conservazione di un patrimonio irripetibile quale paesaggio costiero, arricchito di biodiversità come confermato anche dalla presenza ormai costante di una specie “Bandiera” come la Tartaruga Marina.
I responsabili del CRTM Golfo di Taranto, ringraziano l’Amministrazione comunale di Maruggio, il sindaco Alfredo Longo, la Lega Navale di Maruggio, l’Ass. Greenrope di Bari, i volontari del WWF e naturalmente tutta la cittadinanza che ha supportato con meravigliosa disponibilità gli sforzi dei ricercatori del WWF Italia, che con la loro professionalità e dedizione, sono riusciti ancora una volta nel miracolo della “vita”.” -fine comunicato-

Ci permettiamo di aggiungere ai ringraziamenti finali, chi, del luogo ha contribuito all’intera logistica, mettendo a disposizione uomini, mezzi e materiali, dai primissimi minuti dal rinvenimento del nido -domenica 13 agosto 2017 alle ore 13.30- sino alla rimozione della rete e paletti di protezione del nido, oltre al ripristino e pulizia dello stato dei luoghi che avverrà nelle prossime ore, a cura dei ragazzi del locale circolo della Legambiente e dell’Associazione Misericordia di Maruggio (Ta). 

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Leggi le diverse fasi e momenti salienti di questa fantastica storia:

Possibile imminente schiusa delle uova di tartaruga marina della specie “Caretta caretta”, recuperate il 13 agosto 2017 all’interno di un lido attrezzato a Campomarino di Maruggio (Ta)

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Comunicato diffuso sulla pagina Facebook del Centro Recupero Tartarughe Marine dell’Oasi WWF di Policoro (Mt)

“Sono trascorsi ormai 53 giorni dal ritrovamento del nido a Campomarino di Maruggio (Ta) e circa 55 di incubazione. Ritrovamento accidentale (una mareggiata aveva evidenziato le uova) che il 13 agosto aveva dato l’inizio ad una nuova ed emozionante avventura.
Ad una prima traslocazione in un sito per allontanare le uova dal mare, fino agli avvenimenti delle tempeste e mareggiate di Settembre, è seguita una nuova traslocazione in un luogo più sicuro. I continui monitoraggi ad opera di uomini di passione e sensibilità e gli sforzi vengono premiati da quello che la Natura ci riserva: la nascita della vita. Oggi (7 ottobre 2017) finalmente qualche novità: una piccola depressione sulla sabbia. Forse tra qualche giorno o tra una settimana torneremo tutti insieme a osservare lo spettacolo della nascita, per mostrare al territorio che insieme possiamo cambiare il futuro. Noi del WWF ci siamo, pronti a battersi perchè l’uomo possa vivere in armonia con la Natura.”

Seguiranno continui aggiornamenti nelle prossime ore!
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Leggi il foto racconto del secondo trasferimento del nido il 10 settembre 2017:

Le mareggiate di questi giorni costringono ad un nuovo trasferimento le 71 uova di tartaruga marina della specie “Caretta caretta”, recuperate il 13 agosto 2017 all’interno di un lido attrezzato a Campomarino di Maruggio (Ta)

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Sembrerebbe che non ci sia proprio pace per le piccole uova di tartaruga marina, rinvenute casualmente lo scorso 13 agosto, presso il lido “Paradise Beach” di Campomarino di Maruggio (Ta).
Nonostante fossero state trasferite e collocate ad una notevole distanza di sicurezza -come da protocollo- dalla battigia, presso una spiaggia in località “Commenda” a poche centinaia di metri dal luogo del rinvenimento; i tecnici e biologi del Centro Recupero Tartarughe Marine dell’Oasi WWF di Policoro (Mt) e del WWF di Taranto -con competenza territoriale- nella notte tra domenica e lunedì 11 settembre, sono stati costretti a trasferire nuovamente la nidiata presso un nuovo sito, in quanto la spiaggia ospitante risultava oramai sommersa da una fortissima mareggiata che si è abbattuta sulle nostre coste in questi giorni.
Il nuovo sito scelto si trova a ridosso del molo destro del porto di Campomarino, ad una quota di circa 2 metri s.l.m. che dovrebbe garantirne l’integrità.

L’odissea -necessaria- di questa sfortunata nidiata continua quindi, consapevoli che le probabilità di una possibile schiusa risultano a questo punto ridottissime ma, a madre natura non bisogna porre limiti e, chissà se nelle prossime settimane, ci stupirà a tutti donando a qualche tartarughina il prezioso dono della vita… speriamo!

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Leggi il foto racconto del rinvenimento del nido il 13 agosto 2017 e primo trasferimento:

Recuperate 71 uova di tartaruga marina della specie “Caretta caretta”, da un nido rinvenuto casualmente dopo una mareggiata, all’interno di un lido attrezzato a Campomarino di Maruggio (Ta)

Che le spiagge di Campomarino di Maruggio (Ta), siano meta prediletta delle tartarughe marine in fase di riproduzione; è oramai una certezza scientifica. L’ennesimo ritrovamento – in questo caso di un intero nido – dimostra in maniera inconfutabile che, i 9 chilometri di costa di competenza del Comune di Maruggio, in particolare la litoranea ovest, siano teatro di ripetuti episodi di nidificazione, dell’affascinante specie “Caretta caretta” delle tartarughe marine che popolano il nostro mare.

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Domenica 13 agosto 2017, alle ore 13.30 è stata la volta del ritrovamento casuale di un intero nido, portato alla luce dalle mareggiate degli scorsi giorni. La proprietaria del lido “Paradise Beach” di Campomarino, si è ritrovata infatti un’intera covata sotto gli ombrelloni e lettini della propria struttura. Prontamente allertava direttamente il Sindaco del Comune di Maruggio (Ta) il dott. Alfredo Longo, che a sua volta si recava sul posto non prima di aver attivato il protocollo d’intervento prestabilito in questi casi. Giungevano quindi sul sito, oltre al Sindaco, il Comandante Spada della Capitaneria di Porto di Campomarino e Gianfranco Cipriani, presidente del locale circolo della Legambiente.

Immediatamente si è provveduto a circoscrivere e mettere in sicurezza il sito del rinvenimento delle uova che, esposte al sole, erano state sapientemente protette sino al momento dell’intervento, attraverso l’utilizzo di due lettini da spiaggia della struttura ospitante. Ci si è accertati quindi, attraverso la testimonianza del sig. Giuseppe (scopritore del nido in questione) che sole 3 uova si erano allontanate dal nido a causa del dislivello causatosi, e successivamente recuperate e messe a disposizione degli operatori autorizzati. Si procedeva poi a ricoprire con un leggero strato di sabbia, le uova esposte ai raggi solari, e si attendeva l’arrivo dei tecnici e biologi del Centro Recupero Tartarughe Marine dell’Oasi WWF di Policoro (Mt) e del WWF di Taranto, con competenza territoriale.

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Alle ore 18.30 circa, iniziavano le delicatissime operazioni di “apertura del nido” e recupero, previa selezione delle uova trovate all’interno della camera ostetrica creata dalla tartaruga marina che ha deposto. Dopo un meticoloso lavoro, si contano ben 99 uova recuperate, di cui 71 in ottimo stato di conservazione mentre 28 uova purtroppo, presentavano segni di irrecuperabile deterioramento.

Da premettere che, il protocollo d’intervento per il recupero e tutela dei siti di nidificazione delle tartarughe marine, prevede comunque lo spostamento del nido, in caso questo si trovi ad una distanza inferiore di 16 metri dal bagnasciuga. Trasferimento che viene attuato normalmente o nelle 24 ore dal momento della deposizione, o dopo il 27esimo giorno sempre dal momento della deposizione; questo per scongiurare eventuale danneggiamenti ai piccoli embrioni. Purtroppo per quanto riguarda il nido rinvenuto in questione, non sapendo al momento l’esatta data di deposizione, il necessario trasferimento eseguito, ne pregiudica fortemente la possibilità di una futura schiusa delle piccole uova.

Recuperate e selezionate le 71 uova superstiti, si è proceduto ad individuare nelle immediate vicinanze, un nuovo ed idoneo sito sabbioso dove sotterrare nuovamente le uova. Si è scelto, previo misurazioni e valutazioni di carattere scientifico, la spiaggia immediatamente a destra del “Lido dei Cavalieri” sempre il località “Commenda” a Campomarino, a poche centinaia di metri dal sito del rinvenimento originario.

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Alla luce delle torce elettriche ormai, si è proceduto a ricreare le condizioni ottimali, affinché riprenda il processo di crescita embrionale delle piccole uova; interrandole sotto soffice sabbia a distanze e profondità prestabilite. Nella mattinata di lunedì 14 agosto, si procederà a realizzare una adeguata recinzione di protezione del sito, grazie all’ausilio dei volontari della “Misericordia di Maruggio

Sempre nella giornata di lunedì, vigilia di ferragosto, verranno condotte indagini di laboratorio sulle uova risultate danneggiate, e conosceremo presumibilmente la data esatta di deposizione, per stabilire il periodo di una eventuale schiusa delle uova, che varia dal mese e mezzo ai due mesi dopo la deposizione originaria.

Non ci resta quindi di sperare nel fatto che le 71 uova ritrovate e trasferite, possano trovare ora le condizioni naturali per svilupparsi e dare alla luce le piccole creaturine, meraviglie della natura!
Seguite nei prossimi giorni, tutti gli sviluppi e aggiornamenti!

Ricordiamo ancora una volta il nostro appello: Abbiamo dedicato una linea telefonica attiva h24 –raggiungibile al numero 340 3104202 – alla quale segnalare il rinvenimento di tracce in spiaggia, riconducibili all’eventuale passaggio di tartarughe marine. Linea telefonica utilizzabile sia in fonia, che tramite SMS oppure via WhatsApp. Non esitare a contattarci immediatamente!

Gianfranco Cipriani
Presidente Legambiente Maruggio

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