Goletta Verde 2017 presenta i risultati del monitoraggio in Puglia, entro i limiti di legge la qualità delle acque di balneazione a Campomarino di Maruggio (Ta)

Pubblicato il 24 luglio 2017 ore 17:51 da Gianfranco Cipriani

24072017_1

Per la seconda volta in assoluto – dopo il primo monitoraggio svolto nel mese di luglio 2016 – i tecnici e biologi di Goletta Verde, hanno esaminato le acque di balneazione di Campomarino di Maruggio (Ta).
Campionamento fortemente voluto dal locale circolo della Legambiente di Maruggio che, intende dare corso ad accurati monitoraggi e verifiche delle condizioni del sottosuolo in particolare a causa dei tanti scarichi privati che, lungo la nostra costa, non sono serviti da adeguati impianti fognari e di conseguenza possono precludere – anche – la qualità delle acque di balneazione nostrane.

Nei giorni scorsi è stato effettuato un campionamento da parte dei tecnici di Goletta Verde in località “Spiaggia della Commenda”, ed il giudizio finale è stato “entro i limiti“.

Di seguito il comunicato ufficiale: 

24072017_2

Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio in Puglia
Cariche batteriche elevate per 7 campionamenti su 30

Focus regionale sulla depurazione:

Scendono a 4 gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo. Il 20% dei depuratori presenta criticità mentre il 19% è soggetto a scarichi anomali. Rimangono 27 i Comuni sottoposti a procedura d’infrazione.

Procedono gli interventi per migliorare il comparto depurativo e sono numerose le iniziative messe in campo dalla Regione per incentivare il riuso delle acque reflue in agricoltura

Legambiente: “Soddisfacenti i monitoraggi di Goletta, ma rimangono le solite criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali. È importante che la Regione Puglia definisca, al più presto le linee guida di un piano regionale per la gestione dei fanghi di depurazione, la cui produzione aumenterà nei prossimi anni a seguito del potenziamento degli impianti di depurazione

Rifiuti in spiaggia e poche informazioni ai bagnanti:

Tra i rifiuti trovati la plastica la fa da padrona: censita nel 90% dei punti campionati

Di fatto inesistenti i cartelli obbligatori per legge sulla qualità delle acque e di divieto di balneazione

Sette campionamenti su trenta eseguiti lungo le coste pugliesi, in corrispondenza delle foci di fiumi, canali e torrenti, risultano fuori dai limiti di legge e, di questi, cinque sono “fortemente inquinati”.

È questo in sintesi l’esito del monitoraggio effettuato in Puglia da Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane – realizzata grazie al sostegno del CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau!. – presentato questa mattina a Bari da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e da Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde, alla presenza di Annamaria Curcuruto, Assessore ai Lavori Pubblici, Risorse Idriche e Tutela delle Acque della Regione Puglia, Nicola Giorgino, Presidente Autorità Idrica Pugliese, Vito Bruno, Direttore Generale Arpa Puglia, Paolo Buonamico, Portavoce Sindacato Medici Italiani e Luigi Lobuono, Presidente del Circolo Canottieri Barion.

“L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde, che è bene ribadirlo non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – è quello di individuare i punti critici di una regione e le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. Purtroppo quello della cattiva depurazione affligge tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Ritardi – conclude Zampetti - che si ripercuoto anche sulle tasche dei cittadini, visto che le inadempienze dell’Italia nell’attuazione della direttiva comunitaria hanno portato a procedure di infrazione, in alcuni casi seguite da condanne che si tramutano in multe salatissime”.

L’Italia, infatti, è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro, una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità.

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 18 e il 21 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. 

Sono stati giudicati “fortemente inquinati” i campionamenti effettuati alla foce del torrente Candelaro a Manfredonia; alla foce del canale contrada Posticeddu sul Litorale Apani a Brindisi; alla foce del canale Reale a Torre Guaceto, nel comune di Carovigno; alla spiaggia di fronte al canale Ostone (Canale dei Cupi) a Taranto; alla foce del torrente sulla litoranea di Ponente di Barletta. Giudizio di “inquinato”, invece, per i campionamenti effettuati alla foce del Galeso, a Taranto e alla spiaggia presso lo sbocco del collettore alluvionale sotto la Villa Comunale a Trani.

“Il risultato del monitoraggio di Goletta Verde – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – ci consegna una fotografia nel complesso positiva, anche se permangono le criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali. Sul fronte della depurazione scendono a 4 gli impianti che scaricano nel sottosuolo e, dai 2.493 controlli effettuati da Arpa Puglia, emerge che il 20% dei depuratori non rispetta i limiti tabellari per almeno un parametro monitorato. A tal proposito è chiaro l’impegno della Regione verso interventi di potenziamento/adeguamento dei depuratori, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene ma anche verso l’attivazione di iniziative finalizzate al perseguimento delle pratiche irrigue per il riuso in agricoltura delle acque reflue depurate e affinate. È importante, inoltre, che la Regione Puglia definisca al più presto le linee guida di un piano regionale per la gestione dei fanghi di depurazione, la cui produzione aumenterà nei prossimi anni a seguito del potenziamento dei depuratori”.

Inoltre, non si può certo dire che i bagnanti vengano informati a dovere. Anzi, tutt’altro. La cartellonistica in spiaggia è inesistente anche qui in Puglia, nonostante sia obbligatoria da tre anni per i comuni costieri: soltanto in uno dei 30 punti campionati, i tecnici di Goletta Verde hanno avvistato i cartelli informativi previsti dalla normativa, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara: solo in un caso rispetto ai quattro dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti, era presente il cartello per informare i bagnanti. Si tratta di un problema che non va minimamente sottovalutato, perché mette a rischio la stessa salute dei bagnanti. In alcuni punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, è stata registrata la presenza di bagnanti, soprattutto bambini, nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso.

Tema centrale di questa edizione di Goletta Verde è anche il rischio per inquinamento da marine litter. Legambiente ha recentemente raccontato l’esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde alla conferenza mondiale degli Oceani all’Onu, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini. Soltanto in sei punti rispetto ai 30 punti monitorati, i tecnici di Legambiente non hanno trovato rifiuti. C’è di tutto, ma a farla da padrona resta la plastica, presente nel 90% dei casi; segue il vetro, ma anche carta e rifiuti vari.

Continua a leggere >>>

24072017_banner

Portale web ufficiale dell’Organizzazione di Volontariato della Legambiente di Maruggio © 2014 – 2017

Scrivi un commento:

commenti