L’Unione Europea avvia il Progetto LIFE15NAT/HR/000997 – Azioni di tutela e conservazione della tartaruga marina. Interessata anche l’area di nidificazione di Campomarino di Maruggio (Ta)

Pubblicato il 1 marzo 2017 ore 17:14 da Gianfranco Cipriani

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Grande attenzione nei prossimi anni alle attività e al programma di salvaguardia delle tartarughe marine e in particolare della specie Caretta caretta, che ha scelto le acque e le coste del Golfo di Taranto e alto Ionio, quale luogo di alimentazione e deposizione.

L’Unione Europea, infatti, ha approvato il Progetto LIFE15NAT/HR/000997Azioni collettive per il miglioramento dello stato di conservazione della popolazione tartaruga marina dell’UE, con durata quinquennale.

Il progetto coinvolge Italia, Croazia, Slovenia, Cipro, Grecia e Malta prevedendo:
1) Attività di monitoraggio sulle spiagge
2) Azioni di riduzione di impatti e minacce nei luoghi di alimentazione
3) Iniziative di sensibilizzazione dei pescatori
4) Azioni di sensibilizzazione della popolazione sull’importanza delle risorse e dell’habitat marino
5) Miglioramenti nell’efficacia delle azioni nei confronti della conservazione delle tartarughe marine

Per l’area Ionica, le attività di monitoraggio delle spiagge e di controllo nidificazioni saranno coordinate per il WWF Italia dai ricercatori del Centro Tartarughe Marine dell’Oasi WWF Policoro-Herakleia, già in possesso per la settima annualità di autorizzazione ministeriale Progetto Tartarughe WWF Italia DPR 357/97triennalità 2016-2018.
Le diverse azioni progettuali, saranno a breve coordinate da specifico tavolo tecnico con la preziosa collaborazione delle Amministrazioni dei comuni interessati, le Capitanerie di Porto, le autorità competenti e le associazioni presenti nei diversi territori.
Basilicata, Calabria e Puglia saranno le regioni interessate, da Punta fiume Nicà (CS) a Punta Prosciutto (TA), comprese nei tratti di costa dei Compartimenti Marittimi di Taranto e Corigliano.

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Il progetto si concentra su aree che sono cruciali per la conservazione delle due specie di tartarughe di mare che si verificano nell’UE e elencato come specie prioritarie di cui all’allegato II della direttiva Habitat, la Tartaruga ( Caretta caretta ) e la tartaruga verde ( Chelonia mydas). Nella UE, la tartaruga ha importanti siti di nidificazione in Grecia e Cipro, e la nidificazione limitata in Italia. La maggior parte delle tartarughe da questi siti rimangono nel Mediterraneo orientale, con terreni di foraggiamento chiave situati nelle acque comunitarie, come ad esempio l’Adriatico (Italia, Slovenia, Croazia), Ionio (Italia, Grecia), e nel bacino levantino (Cipro).

Nella UE, la tartaruga verde genera solo a Cipro, e dei suoi terreni di foraggiamento nelle acque dell’UE sono a Cipro e in Grecia (Casale & Margaritoulis, 2010). Questi motivi foraggiare sono frequentati anche da tartarughe da altri siti di nidificazione del Mediterraneo.

I siti di nidificazione e terreni di foraggiamento con sede nell’UE sono estremamente importanti per le tartarughe marine del Mediterraneo. Tuttavia, le minacce antropiche sono anche particolarmente intensa in Europa, con attività di sviluppo e di pesca costiere elevati, che combinati influenzare le tartarughe marine in tutte le fasi della vita, dalla fase riproduttiva fondamentale per tutte le classi di età in mare.

Le attività di questo progetto si concentrano su quelle aree in cui le misure di conservazione sono considerati importanti e urgenti, e potrebbe fare la differenza per lo stato di tartaruga marina a livello comunitario, nazionale e locale. Il progetto comprende sei paesi UE: Croazia, Cipro, Grecia, Italia, Malta e Slovenia.

Fonte: ec.europa.eu

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