Lo sapevi che.. Collettori solari per l’acqua calda

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Da millenni si sa che il sole è una fonte di riscaldamento gratuita e disponibile ovunque, ma solo di recente con i collettori solari si è stati in grado di utilizzarla per scaldare in modo efficiente l’acqua e per riscaldare gli ambienti. Come funziona il solare termico, le tecnologie oggi disponibili, quanto costa e a chi rivolgersi per un impianto a regola d’arte.

Detrazione 65% (ex 55% – risparmio energetico)
Le spese sostenute per l’installazione di pannelli solari termici sono detraibili dalle tasse al 65%, sino ad un massimo di 60mila euro (su un totale di spesa di circa 92mila euro). La detrazione, da ripartire in 10 anni, è prorogata dal 6 giugno fino al 31 dicembre 2013 per tutti gli edifici e fino al 30 giugno 2014 per i condomini.

Conto termico
L’installazione di pannelli solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling, usufruisce degli incentivi del Conto termico, erogati dal GSE in 2 o 5 rate annuali (a seconda della superficie dell’impianto). Sono ammessi agli incentivi anche gli interventi realizzati su edifici nuovi.
Per richiederli, occorre presentare domanda al GSE entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori.

A cosa serve
Da millenni si sa che il sole è una fonte di riscaldamento gratuita e disponibile ovunque, ma solo di recente abbiamo appreso come utilizzarlo per scaldare in maniera efficiente l’acqua. I collettori solari (da non confondere con i pannelli fotovoltaici, impiegati per produrre energia elettrica) servono per riscaldare l’acqua calda sanitaria (bagno, cucina, lavatrice, lavastoviglie) e, con particolari accorgimenti, perdare un contributo al riscaldamento invernale degli ambienti dove viviamo. Oltre agli utilizzi residenziali, possono trovare applicazioni su grande scala: piscine scoperte, strutture per la collettività (centri sportivi, scuole, ospedali, alberghi, camping) e persino processi produttivi.

Come funziona
Il solare termico è una tecnologia matura, basata su un principio di funzionamento semplice e reso affidabile da numerosi anni di esperienza sul campo. La radiazione del sole scalda una superficie scura, attraversata da tubi contenenti acqua e fluido antigelo (glicole). L’acqua così riscaldata viene poi veicolata in un serbatoio di accumulo. In genere il collettore è ricoperto da una superficie in vetro che ha la proprietà di intrappolare la radiazione infrarossa (i raggi invisibili caldi), favorendo così l’ulteriore riscaldamento della superficie scura e dell’acqua.
Alle nostre latitudini, quattro metri quadri di collettori solari termici soddisfano in un anno dal 60 al 70% del fabbisogno di acqua calda sanitaria di una famiglia di quattro persone: nei sei mesi più caldi la disponibilità di acqua calda è superiore a quanto se ne consuma, mentre, per sopperire il fabbisogno rimanente di energia nei mesi freddi, è necessario un sistema integrativo di tipo tradizionale, come una caldaia a gas, a biomassa o elettrica.

Le tipologie di impianto
Esistono due tipologie principali di impianti a collettori solari.?
A circolazione naturale: sono i più semplici e i meno costosi. L’acqua si sposta nei tubi senza sistemi di pompaggio, di solito il serbatoio di accumulo è posto al di sopra del pannello rendendo in questo modo più semplice l’installazione, ma spesso anti estetico l’impianto. Sono utili per fornire l’acqua calda per il bagno e la cucina.
A circolazione forzata: prevedono un impianto idraulico regolato da una pompa e un sistema di controllo automatico della temperatura. Il serbatoio di accumulo per l’acqua calda è più grande e posizionato in uno spazio di servizio dell’edificio. Indicati per consumi elevati (famiglie numerose) o nel caso in cui si voglia ottenere, insieme all’acqua calda sanitaria, anche calore per il riscaldamento.
In questo caso, conviene che l’abitazione sia ben isolata (minore è l’energia necessaria, minore è la superficie di collettori necessaria!) e che al solare termico venga abbinato un sistema di riscaldamento a pavimento o a parete tramite pannelli radianti, che consente di utilizzare acqua a basse temperature (32/36 gradi), facilmente raggiungibili dai collettori solari anche d’inverno. Termosifoni funzionanti con temperature dell’acqua a 60/70 gradi richiedono, invece, l’intervento di una caldaia tradizionale.

Requisiti della casa
Un impianto solare termico raccoglie il massimo del sole se è orientato verso sud e inclinato di 30° ma se gli vogliamo dare, per motivi estetici, una diversa disposizione, per esempio uguale a quella del tetto, l’energia che perdiamo è davvero pochissima.
Anche chi vive in condominio può considerare l’opzione solare: si può realizzare un impianto unifamiliare, ottenendo dall’assemblea condominiale il permesso di usare parte del tetto, oppure realizzarne uno condominiale: in questo caso l’efficienza del sistema sale e i costi solitamente calano, mentre ogni appartamento potrà continuare ad usare la propria caldaia che va ad integrare l’impianto solare.

Dimensioni
In genere si dimensiona l’impianto in maniera tale che possa coprire la totalità del fabbisogno di energia per il riscaldamento dell’acqua sanitaria nei mesi estivi e una piccola quota di base di riscaldamento per la stagione intermedia: questo corrisponde a circa 0,8 metri quadri a persona di superficie dei collettori nelle regioni del Sud e a 1,2 metri quadri per persona in quelle del Nord.
Se il solare viene utilizzato anche per una quota significativa del riscaldamento dell’abitazione, che può arrivare fino al 40% del fabbisogno complessivo, si devono moltiplicare queste superfici per tre al Nord e per due al Sud.

Costi e benefici
Un impianto solare termico installato a regola d’arte funziona garantito per vent’anni e può durare per trenta. Il costo indicativo di un impianto chiavi in mano va dai 1.000 euro a metro quadro per piccoli impianti fino ai 700 euro per impianti più grandi, ad esempio per sistemi condominiali ed alberghi.
La spesa si ammortizza in circa 3-5 anni se l’impianto integra una caldaia elettrica (boiler), il doppio se ne integra una a gas.
Negli anni successivi è solo risparmio,
che per una famiglia di quattro persone si può stimare tra 120 e 300 euro all’anno, con spese di manutenzione che si aggirano sui 50 euro l’anno, solo dopo i primi 3-5 anni di attività.
Ancora più conveniente, prevedere l’installazione già in fase di costruzione dell’edificio: si risparmia circa il 20% dei costi e, inoltre, i collettori, se integrati nel tetto, possono sostituire parte della copertura.

Impianti ad hoc

Per impianti a regola d’arte è opportuno rivolgersi a produttori che abbiano acquisito certificati di qualità (quello più prestigioso in Europa è il Solar keymark) e installatori iscritti alla Camera di Commercio e in possesso anche di altri attestati come il SolarPass rilasciato da Assolterm (Associazione Italiana Solare Termico). L’esperienza è fondamentale: pertanto, è utile che l’installatore vi sappia elencare un buon numero di impianti già realizzati.

Gruppi d’acquisto solare
Si stanno diffondendo in tutta Italia, sull’esempio dei più famosi Gruppi d’Acquisto Solidali. Si tratta di esperienze diverse tra loro, accomunate dall’obiettivo di aiutare i cittadini a mettersi insieme per acquistare pannelli solari (termici e fotovoltaici) a prezzi vantaggiosi e a condizioni di servizio migliori. Da alcuni anni anche Legambiente attiva e promuove Gruppi d’Acquisto Solare in diverse zone d’Italia (qui la lista completa). La loro principale caratteristica è quella di proporre interventi chiavi in mano, ovvero comprensivi di tutti gli oneri amministrativi e burocratici, prodotti e servizi, per rendere attivo e funzionante un impianto solare sul tetto di una famiglia. La convenienza è anche economica: mediamente, se i volumi di installazione sono rilevanti, si possono abbattere i costi d’acquisto con sconti che possono variare dal 10 al 25% sul prezzo di mercato.

Detrazione 65%
La detrazione viene riconosciuta alle seguenti condizioni:

  • l’edificio su cui si montano i pannelli solari è in regola con il catasto;
  • pannelli e boiler devono essere garantiti almeno per 5 anni, le altre componenti almeno per 2;
  • i collettori devono essere certificati UNI/ EN 12975/76 (se autocostruiti serve attestato di partecipazione a un corso abilitativo del beneficiario).

Per accedere alla detrazione è necessario che:

  • si sia prodotta l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti che l’intervento è conforme ai requisiti tecnici previsti dalla legge;
  • si sia trasmesso per via telematica all’Enea la scheda descrittiva dell’intervento, entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
  • sia stata inoltrata comunicazione telematica alla Agenzia delle Entrate se i lavori proseguono oltre il periodo d’imposta nel quale sono iniziati;
  • si conservi la documentazione fiscale, la ricevuta dei bonifici effettuati e la ricevuta di invio all’Enea.

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